agosto: 2017
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Cocktails

Letteralmente la parola cocktail significa ”coda di gallo”. Con questa parola si indica una bevanda ottenuta dalla combinazione di bevande alcoliche, non alcoliche e aromi con caratteristiche contrastanti ma gustosamente armonizzabili tra loro. Per una buona riuscita del cocktail deve avere una struttura, un aroma e un colore che si devono bilanciare tra loro. Se eseguito senza alcuna bevanda alcolica viene detto “cocktail analcolico”. Può essere fatto con il ghiaccio o senza.

I cocktail vengono classificati in base alla struttura, capacità, temperatura e soprattutto momento di consumo. la classificazione risulta necessaria per garantire la realizzazione dei cocktail secondo regole ben precise. Quest’ultima classificazione  risulta essere la più usata e suddivide i cocktail in:

Cocktail “Pre dinner”: sono quelli che vengono serviti come aperitivi; molti sono caratterizzati dalla proprietà che hanno di stimolare  la salivazione e di conseguenza l’appetito. Nel nostro paese vengono spesso supportati da stuzzichini di contorno di ogni genere.

Cocktail “After dinner”: sono quelli che vengono serviti dopo cena che non devono assolutamente confusi come digestivi ma solo come finale piacevole ad un pasto. Sono caratterizzati dalla decisa presenza di alcool.

Cocktail “Long drink“: sono sia alcolici che analcolici, generalmente con proprietà dissetanti. Sono caratterizzati da un importante utilizzo di succhi di frutta, bevande gassate, spremute e centrifughe di verdure; accompagnate da decorazioni voluminose e molto colorate. Vengono generalmente serviti in bicchieri tipo tumbler alti o altri bicchieri grandi.

Cocktail “any time“: Vengono serviti in ogni momento e sono caratterizzati da presenza di base alcolica, aggiunta di soft drink e utilizzo di addolcitori.

Le fasi per la preparazione di un cocktail sono tre: la base, il colorante e l’aromatizzante.

La base è l’elemento intorno al quale si costituisce il cocktail e di solito si tratta di un distillato bianco che da la struttura alla bevanda, principalmente vengono usati come base: vodka, rum di vario genere (industriale, light, invecchiati), gin, tequila, burbon whisky.

Il colorante è l’elemento che arricchisce a livello gustativo, principalmente si tratta di liquori o creme che danno profumo e gusto. I coloranti in realtà non colorano il cocktail, ma lo aromatizzano. Principalmente vengono utilizzati vermut, cointreau, galliano, bayles, crema limone ecc.

L’aromatizzante infine migliora il colore e la piacevolezza della bevanda, si tratta in genere di un soft drink come cola, tonica, sciroppi, frutta. Nei cocktail ne influenza l’aspetto visivo e il gusto.

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